Milano odia, ma non delude.

104301-9788831977012Dopo gli ultimi azzardati acquisti ero molto indeciso sul comprare o meno questo libro, spaventato soprattutto dal fatto che conoscevo quasi tutto dell’argomento. Ebbene, come un vero tossico di genere non ho saputo rinunciare al suo fascino, evocato sin dal titolo, e l’ho comprato: Milano Odia edito dalla casa editrice Milieu e scritto da Paolo Spagnuolo è entrato nella mia biblioteca personale, così come era già presente nella mia collezione la versione sia in VHS che in DVD del film a cui il libro è dedicato, Milano Odia: la polizia non può sparare (1974) di Umberto Lenzi.

MILANO_ODIA-_1Andiamo allora per gradi, evitando di dilungarmi qui sul film: è la iper violenta storia di Bruno Sacchi (interpretato dall’insostituibile Tomas Milian) un piccolo e squilibrato delinquente che decide di fare la scalata nel mondo della malavita milanese sequestrando una famiglia di ricchi.

La prima cosa che colpisce del libro di Spagnuolo e che soddisfa appieno i gusti del lettore è il layout con una impaginazione ricca di immagini e con uno stile molto accattivante.

1544341877-7344745Passando poi ai contenuti, il libro è ricco di interviste e aneddoti ma non aggiunge molto a chi non è la prima volta che si affaccia nel genere del poliziottesco italiano, ma elementi nuovi rendono il lavoro comunque un piccolo gioiello: oltre la sceneggiatura completa e originale in coda alla pubblicazione, tante stampe anche di documenti ufficiali, dai visti censura ai ritagli di giornale conservati dello stesso Umberto Lenzi con le recensioni del suo film. Schede per la maggior parte dei protagonisti, dall’imprescindibile Tomas Milian fino ad Laura Belli passando per le musiche di Ennio Morricone e la sceneggiatura di Ernesto Gastaldi.

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Tomas Milian

Tutto abbastanza divertente e in stile: anche le note a margine rendono il libro molto completo anche per chi è carente di informazioni collaterali, dalla storia del cinema italiano alle mini biografie di personaggi trasversali alla realizzazione di questo piccolo gioiello di violenza (e ahimè giustizia privata) ma anche di grande capacità tecnica. Emergono dal libro la figura di un produttore coraggioso e lungimirante come Luciano Martino, la grande e indiscussa tecnica di un Tomas Milian sempre su di giri e la ormai celebre scena della mattanza con le donne appese al lampadario.

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Paolo Spagnuolo

Tre difetti: il capitolo dedicato alle musiche di Ennio Morricone si dilunga nell’analisi dei singoli strumenti facendo cadere una lettura snella e veloce in un lento e prolisso approfondimento fuori misura rispetto al resto della narrazione; il set up del libro si concentra troppo sulla figura dell’autore rischiando l’autostazione in poche pagine; pesano le ripetizioni pedisseque di alcuni stralci di interviste. a parte questi punti che lo appesantiscono, Milano Odia è assolutamente un pezzo da collezione per gli appassionati.

buona lettura.

 

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